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Il fonometro è un apparecchio in grado di misurare la pressione acustica, ovvero il volume di un suono ambientale, che può essere utile per diversi motivi. Ad esempio per chi vuole insonorizzare un ambiente (o una stanza) con dei pannelli fonoassorbenti, come quelli che possiamo trovare nel sito Pannellifonoassorbenti.net, specializzato in questo settore merceologico.

Si tratta di un apparecchio che, singolarmente, è venduto ad uso professionale a persone che si occupano di suono nel proprio lavoro (isolamenti, tecnici del suono, sale di registrazione, addetti alla sicurezza delle persone).

Poiché non è un acquisto particolarmente utile per chi, in situazioni sporadiche, può avere la necessità di misurare il volume di un suono, esistono diverse app per Android che permettono di misurare la potenza sonora. Certo, non sono al livello delle strumentazioni professionali (soprattutto per la qualità dei microfoni degli smartphone) ma non per questo sono inutili: andiamo a scoprirle cercando di capire qual è la migliore.

Fonometro (Sound Meter): la più completa

Link: Scarica Fonometro

La prima applicazione di cui vi parliamo si chiama Fonometro, ed è una delle app più interessanti per questa funzione.

E’ gratuita, scaricabile da Play Store, e permette di misurare l’intensità di un suono semplicemente avvicinando il microfono del telefono alla sorgente del rumore.

L’app per funzionare al meglio deve essere calibrata, e la calibrazione (che viene fatta soprattutto per ovviare alle differenze tra i singoli dispositivi) si basa sulla voce umana, quindi bisogna parlare in modo da permettere all’app di registrare i dB di picco e quelli dei vuoti. In questo modo, in relazione alla forza dei rumori esterni, potrà capire qual è la loro intensità.

La misurazione avviene in modo molto semplice, perché è sufficiente avvicinare il telefono alla fonte del rumore per vedere una lancetta di misurazione la quale indica, in ogni momento, i dB raggiunti. Interessante notare come nella parte in basso dell’app vengano indicati anche una serie di suoni che emettono dB a quella potenza, come per esempio il fruscio delle foglie, la conversazione normale, il traffico, il motore o le urla. Quando la misurazione è in azione, la riga corrispondente al rumore che sentiamo diventa rossa, e questo permette di capire (prima di tutto) se la calibrazione è corretta o se c’è necessità di ripeterla.

Inoltre le misurazioni permettono di far capire la soglia di tollerabilità di un rumore, per chi non fosse abituato a fare questo tipo di misurazioni; tre punti, verde giallo e rosso, permettono di capire quali sono i punti critici del rumore che non dovrebbe essere superato per la salute dell’orecchio, con un sistema molto immediato.

Utili poi la possibilità di poter cambiare grafica all’app, di poter registrare per un certo periodo e quindi (alla fine) calcolare la media dei decibel emessi e anche di attivare la torcia mentre si usa l’app, così da poter vedere qualcosa se dobbiamo misurare un rumore in un punto non illuminato.

Nel complesso un’ottima applicazione, completa e anche molto semplice da utilizzare.

Rilevatore di decibel e rumore: la più versatile

Link: scarica rilevatore di decibel e rumore

La seconda applicazione che vi presentiamo è simile alla precedente, ma leggermente diversa per funzioni; in generale è meno ricca ma le funzioni che ci sono risultano più utili e approfondite.

La grafica non è particolarmente diversa dalla precedente, perché anche in questo caso abbiamo un piccolo contatore con la lancetta che indica la potenza in dB del suono misurato con al centro l’indicazione numerica. Interessante la possibilità, nella parte in basso, di vedere il grafico della misurazione, e di vedere in tempo reale i bD minimi, massimi, e quelli della media della misurazione.

Le registrazioni in questa app si possono salvare, così da creare uno storico dei grafici e dei dati. Si tratta di una funzione particolarmente interessante se dobbiamo confrontare tra loro misurazioni diverse, e abbiamo la necessità di metterle a confronto.

Anche qui è presente inoltre la calibrazione, che però funziona in modo un po’ diverso rispetto alla precedente applicazione. Infatti non viene calibrata esclusivamente sull’utilizzo della voce, ma anche su altri tipi di suono, come per esempio una stanza silenziosa, un bosco oppure il traffico della città. Si tratta di un sistema valido da un lato, meno dall’altro; se, infatti, è vero che si può calibrare con un suono diverso dalla voce è anche vero che alcune situazioni (come il traffico) possono avere intensità più o meno alte, e questo può falsare il risultato della registrazione.

L’unica altra funzione degna di nota è quella di poter cambiare la skin, tra una visualizzazione notturna ed una diurna.

Nel complesso si tratta quindi di una buona applicazione, anch’essa gratuita, meno ricca di funzioni ma che per misurazioni continuative può risultare più utile rispetto a Fonometro.

Spectroid: la più precisa

Link: scarica Spectroid

L’ultima app di cui vi parliamo è completamente diversa dalle precedenti, e sebbene sia meno intuitiva e meno immediata permette di avere misurazioni molto più precise e migliori dal punto di vista dell’analisi. Tra le tre è quella maggiormente consigliata per chi vuole un dispositivo simil-professionale senza dover acquistare un fonometro esterno.

All’apertura dell’app non ci sono grafiche che aiutano l’utente, ma si parte con una schermata nera che inizia subito ad effettuare le sue rilevazioni, che vengono mostrate sia tramite grafico  (come le altre app, in ascissa il tempo e in ordinata la frequenza), sia tramite (se vogliamo approfondire, tenendo lo smartphone in verticale) un grafico che misura i dB e gli Hz del suono emesso, quindi non solo quanto è forte ma anche quanto è acuto.

La misurazione inizia all’apertura dell’applicazione, e permette di vedere ed analizzare i picchi del suono, zoomare il grafico e confrontare anche le piccole variazioni che il microfono è riuscito a registrare, quindi risulta interessante se si deve portare a termine un’analisi del suono.

Tuttavia, la soglia per imparare ad utilizzare l’app è abbastanza elevata. A parte l’assenza di grafica user friendly, la scala utilizzata è la dBFS, che misura in 0 il limite massimo di capacità di registrazione del microfono, in numeri negativi i suoni. Per cui, contrariamente a quanto si trova normalmente, un suono a -20 dB è più forte di uno a -100. A parte la difficoltà di interpretazione, il problema maggiore è che diventa difficile per i non esperti equiparare la scala a quella normalmente utilizzata.

Nell’app si nota poi la totale assenza di funzioni aggiuntive che avrebbero potuto renderla (viste anche le interessanti caratteristiche tecniche) più alla portata di tutti.

Nel complesso si tratta di un’app consigliata ai soli professionisti del settore, sia per la possibilità di poter riconoscere quanto è acuto o grave un suono (e non solo la sua potenza), sia per la fortissima sensibilità della registrazione. Il grafico segna quello che sente, quindi si notano variazioni nelle curve anche se siamo dentro un edificio e fuori c’è del traffico, quindi risulta interessante per esempio nella valutazione di un sistema di isolamento, anche domestico (pensiamo alle sale cinema in casa, o a un fondo in cui si fanno delle prove musicali).

Consigliata, almeno per una prova, ma il consiglio dipende molto dalla nostra capacità di utilizzarla.