Yotaphone 2: la recensione dello smartphone che dura cinque giorni

Nell’articolo di oggi andremo a parlare di un telefono cellulare che, per molti versi, possiamo definire rivoluzionario: parliamo dello Yotaphone 2, uno smartphone Android prodotto dalla casa russa Yota.

Lo Yotaphone 2 è il successore del primo modello, che però difficilmente avrete visto nei negozi: non è infatti mai arrivato nel nostro paese a differenza del secondo modello il quale, almeno sulla carta, fa ben sperare per una serie di caratteristiche particolari come quella di avere due schermi invece che solo uno ed una batteria che può raggiungere addirittura un’autonomia di ben 5 giorni. Saranno promesse rispettate? Vediamo.

Design, materiali ed utilizzo

Iniziamo con le prime impressioni che abbiamo avuto quando abbiamo estratto lo smartphone dalla custodia. In realtà, guardando le immagini che girano in internet, ci si aspetta un dispositivo più piccolo, forse a causa delle forme piuttosto stondate, e invece ci troviamo davanto un bel “telefonone” da 5 pollici di diagonale, che non è niente male.

Come componentistica nella scatola sono presenti solamente il cavo di ricarica e le cuffie antigroviglio, per cui nulla di accessorio, ma va bene anche così.yotaphone-2-fr_re

A livello di materiali, Yotaphone utilizza vetro e policarbonato, che lo rendono resistente e, per quanto riguarda il secondo, anche molto leggero se relazionato alle dimensioni, infatti pesa solo 145 grammi; la resistenza è una cosa importante visto che praticamente le cover sono inutilizzabili con Yotaphone. Ci sono anche due fotocamere, una da 8 e una da 2,1 Mpixel.

Il telefono ha un ottimo design, è sottile, ci sono pochi tasti e quindi l’esperienza di utilizzo è ottima; ma è quando lo capovolgiamo, momento in cui ci aspetteremmo di trovare un semplice retro, che abbiamo la sorpresa: il secondo schermo, che ricopre la parte posteriore del telefono completamente.

I due display

Impossibile quindi non parlare dei due display che Yota ci mette a disposizione, due display molto differenti tra loro.

Il principale, quello anteriore, da normale smartphone, è ben realizzato e denota una buona qualità; è AMLOED con una risoluzione di 1920×1080, per cui i colori sono brillanti e ben definiti e i neri molto profondi, per un buon utilizzo in tutte le condizioni.

Il sistema operativo che troviamo è ovviamente Android, di base la versione 4.4 KitKat, ed è poco modificato da Yota, che ha preferito mettere le sue app direttamente su Play Store, così da evitare gli aggiornamenti di sistema ogni volta che deve cambiare qualcosa in una di quelle app, soluzione interessante.

A muovere il sistema ci sono specifiche niente male come un processore Quad-Core da 2,2 Ghz e ben 2 GB di Ram di supporto, che non portano problemi particolari nemmeno in azioni pesanti come il gaming.

Ma passiamo all’altro schermo, che non è il solito display che siamo abituati a vedere sugli smartphone ma piuttosto un display E-Ink, ad inchiostro elettronico, quello per capire che abbiamo modo di vedere su lettori eBook come Kindle o Kobo. La sua risoluzione è di 960×540.

Display che ha i suoi vantaggi e i suoi limiti; tra questi ultimi, ci sono il fatto che è in bianco e nero (supporta 16 sfumature di grigio) e che c’è un certo ritardo nell’utilizzo, frazioni di secondo, comunque, dovuto al fatto che l’inchiostro elettronico deve fisicamente spostarsi per formare le immagini, non ci sono led che cambiano colore.

Tra i vantaggi, il fatto che si vede benissimo sotto il sole (essendo praticamente carta, ma poiché non è retriolluminato al buio ci vuole una luce per vederlo) e soprattutto che non consuma nulla. Il consumo di batteria quando utilizziamo questo schermo è praticamente zero.
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Il display E-Ink ha un’interfaccia sua, ben precisa, progettata da Yota che permette di sfruttarlo al meglio, ad esempio senza sfondo e con tante informazioni (orologi, mappe, apertura rapida di libri e documenti da leggere) ma se vogliamo possiamo anche passare ad Android, ed utilizzare il telefono da questo schermo come se fosse l’altro.

Certo, alcune cose sono impossibili da fare qui, come giocare o guardare un film, per via del ritardo dell’immagine, ma altre come navigare in internet sono ottime, si possono fare consumando poca batteria e si fanno benissimo sotto il sole dove non danno fastidio agli occhi.

Yotaphone 2 dura davvero cinque giorni?

Yota punta gran parte della sua campagna marketing sul fatto che la batteria dura fino a 5 giorni, imponendo così di caricare lo smartphone solamente poco più di una volta a settimana.

In realtà la batteria non è molto capiente, perché siamo sulle 2500 mAh, e infatti è molto difficile riuscire a raggiungere il valore pubblicizzato nell’utilizzo di tutti i giorni. Certo, lo smartphone è ben ottimizzato e rispetto ad altri anche di fascia molto alta si comporta bene, così che usando solo il display “normale” arriviamo tranquillamente a fine giornata, anche con un utilizzo abbastanza intenso.
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Ciò che fa la durata della batteria è essenzialmente quanto utilizziamo il display E-Ink: più lo si usa, più questa dura nel tempo. Questo perché questo tipo di display consuma solo quando l’inchiostro si sposta, poi quando è lì teoricamente può durare anche per mesi, la batteria, se non la tocchiamo mai.

Se passiamo un pomeriggio nel parco, a leggere un libro con questo display, in quattro ore ci sta che Yotaphone abbia consumato un 3-5% solamente della sua batteria. E allora, si, raggiungono cinque giorni di autonomia.

Mediamente, comunque, abbiamo visto come, con un utilizzo normale, si assesta sui due giorni di autonomia, che non è male soprattutto se siamo escursionisti, viaggiatori, se ci spostiamo molto e non sappiamo quando potremo ricaricare lo smartphone: anche perché la cosa più bella sta nel fatto che limitandoci e attivando il risparmio energetico, con un 10% di batteria Yotaphone andrà avanti per diverse ore, a differenza di qualsiasi altro telefono esistente oggi.

Conclusione

Non c’è altro modo di definire Yotaphone 2 se non come un telefono… Diverso. È un ottimo smartphone, e se ci limitiamo alla parte “normale” riesce a stare al passo con altri telefoni simili a lui, ma quando lo si ruota, in mano, ecco apparire qualcosa di completamente diverso. È un nuovo modo di utilizzare uno smartphone, è un modo soprattutto differente di farlo.

Le premesse magari non verranno rispettate del tutto, abbiamo visto, ma Yotaphone 2 permette di trovarsi in una situazione di difficoltà, magari di notte, o prima di mettersi in viaggio per tornare a casa, e sapere che abbiamo in tasca un prodotto che sicuramente non ci abbandonerà nonostante un utilizzo sfrenato durante il giorno. Un vero compagno fedele per le nostre giornate.

Che poi è il senso stesso del telefono: che cosa dovremmo desiderare, di diverso, da uno smartphone?

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