Tenorshare Android Data Recovery

È successo a tutti, almeno una volta nella vita. È successo con i cellulari, e quando non c’erano i cellulari con i computer, e quando non c’erano i computer con i computer più vecchi. Salviamo tutto lì, tutto sul dispositivo, tanto è lì, non mi abbandonerà mai… E così succede che giga e giga di dati, a causa di un corto circuito, una formattazione o una cancellazione accidentale, vanno in fumo.

Con i computer, alla fine, è possibile recuperarli. Se abbiamo i dispositivi mobili Apple assolutamente no (eh…). Se invece abbiamo uno smartphone o tablet Android siamo in una via di mezzo: il recupero non è semplice come i computer, ma abbiamo la possibilità di recuperare file Android cancellati grazie al programma di cui vi parliamo oggi, che si chiama Tenorshare Android Data Recovery e che consente di recuperare, appunto, i file cancellati da Android.

Se avete notato ho parlato di programma e non di app, e c’è un motivo: il programma va usato da un computer, PC o Mac, e non direttamente dal cellulare. Vediamo come funziona e quali sono i suoi punti di forza.

Recuperare i dati da Android

Iniziamo subito con una delle note dolenti, che però dipende dalla struttura di Android più che dal programma in sé. Per recuperare i dati c’è bisogno del rooting, ovvero della procedura non autorizzata, o quantomeno non ufficiale, che ci dia dei permessi di accesso più profondi ai file di Android.

Non è una procedura difficile e personalmente ho sempre preferito farla e poter usare al massimo un dispositivo che è mio, che ho pagato, ma per motivi vari (incompetenza in senso informatico, paura) c’è chi non vuole farlo; in questo caso il programma funzionerà, ma permetterà di recuperare solamente foto e video, che sono le uniche due categorie di dati che possono essere raggiunte senza permessi di root.

Fatto questo, il programma è molto semplice da utilizzare e lo si può provare senza problemi, sia su Windows che su Mac, in versione trial, che però ha alcune (anche se pesanti) limitazioni, come vedremo.

  • La prima cosa da fare è ovviamente quella di installare il programma e di collegare il telefono al computer tramite USB. Dalle impostazioni di sviluppo si attiva la modalità Debugging, mentre dal centro notifiche si attiva la connessione come USB Storage. Ma niente paura: in questa fase il programma ci guiderà passo passo, e se sbagliamo qualcosa ce lo dirà lui.

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  • Poi si avvia la scansione, che dura pochissimo: i file salvati nel “cestino” di Android, ovvero nello spazio di allocazione (perché un cestino vero e proprio non c’è) non sono tantissimi, e ci sono subito appena vengono cancellati, poi vengono sovrascritti da altri. È per questo che è importante utilizzare il programma non appena succede il fattaccio…

E, appunto, qual è il fattaccio? Android Data Recovery si può usare in varie situazioni, come la cancellazione accidentale per colpa nostra, la perdita di dati durante il rooting, la perdita di dati durante un aggiornamento di sistema e il’impossibilità di accedere ai dati perché lo schermo non si accende o è rotto (il programma trova anche i file ancora non eliminati, non solo quelli già cancellati).

E poi, che cosa si può recuperare? A parte le foto e i video a cui abbiamo già accennato, ci sono i contatti e i messaggi, oltre ai messaggi Whatsapp (che finiscono in un file XML o TXT, quindi si possono consultare ma non reintegrare) e vari file presenti all’interno delle applicazioni.

Non male, quindi, come prospettiva.

Il programma funziona con tutti i dispositivi Android (anche se sul sito ne troviamo solo alcuni, ma sono a titolo di esempio) e con tutte le versioni del sistema operativo tranne Marshmallow, a cui al momento ancora non è aggiornato.

Ma torniamo a noi, e proseguiamo con il nostro recupero: terminata la scansione, vedremo la lista dei file che il programma ha recuperato, suddivisi per categoria. Potremo così esplorarli e vedere in rosso quelli cancellati, in nero quelli ancora sul dispositivo, per poterli distinguere; possiamo anche nascondere quelli neri e vedere solo quelli eliminati, per capire se ci sono ancora o se, purtroppo, li abbiamo persi per sempre.

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E qui arriva forse la parte più fastidiosa del programma (anche se chiaramente gli sviluppatori son lì per lavorare, non per far beneficienza): il codice di acquisto. Si, perché avevamo detto che nella versione Trial (ovviamente se lo abbiamo acquistato non c’è bisogno del codice) c’erano delle limitazioni: è questa. Il programma gratuitamente ti fa vedere i file ma non te li fa recuperare.

Questo significa che, nonostante il programma sia ben fatto e sia obiettivamente utile, se non si paga non si recupera.

Certo, è il minimo per recuperare i dati, specialmente se sono tanti, e comunque la licenza la avremo anche per il futuro, dovesse succedere una cosa del genere anche a un’altra persona. E comunque gli sviluppatori sono abbastanza clementi, perché ti fanno vedere se il file che stai cercando c’è, e se non ci fosse quantomeno non c’è bisogno di acquistare per nulla.

In ogni caso, è chiaro che per avere un servizio bisogna pagare, ma il programma funziona alla perfezione ed è in grado di sfruttare una serie di “ultime spiagge” che Android di per sé mette a disposizione, ma con il lucchetto.

Nel caso in cui steste leggendo quindi questo articolo perché avete accidentalmente cancellato alcuni dati importanti dal vostro telefono Android, il consiglio è quello di scaricare subito (ma subito subito) il programma per vedere se ci sono ancora, e nel caso eseguire il rooting del dispositivo per poterlo usare al 100%.

Se state invece leggendo solo a scopo informativo, il consiglio rimane quello di fare il rooting appena ne avete la possibilità: per il futuro sapete che, al bisogno, Android Data Recovery di Tenorshare è un valido programma che può essere al vostro fianco in situazioni del genere.

Link: Tenorshare Android Data Recovery

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