Kingroot: dove scaricarlo e come utilizzarlo

In questo articolo andiamo a parlare di un argomento molto conosciuto per tutti gli utenti Android che hanno esperienza con il root dei propri dispositivi; è meno conosciuto da tutti gli altri utenti, anche se così non dovrebbe essere in quanto Kingroot è il sistema per il rooting Android attualmente più semplice in assoluto.

Ma andiamo con ordine, e cerchiamo di capire che cos’è Kingroot, prima di procedere con la guida per utilizzarlo.

Che cos’è Kingroot?

Kingroot è un’applicazione che consente di ottenere i permessi di rooting su Android. Questi sono un particolare accesso ad Android che permette di modificare alcune impostazioni che di norma non sarebbero modificabili, e in questo modo si riesce a fare cose che normalmente, con Android, non sarebbero possibili, giungendo alla massima personalizzazione del dispositivo.

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Il programma è disponibile per PC Windows e per Android, e si deve scegliere quale dei due utilizzare per effettuare il rooting del dispositivo; noi ci focalizzeremo sulla seconda possibilità, ovvero sul metodo che funziona direttamente da Android, per due motivi: il primo è che non tutti hanno un PC Windows (potreste avere Linux, o un Mac) e il secondo, più importante, è che il programma per Windows è ancora in cinese, mentre quello per Android è disponibile sia in cinese che in inglese.

Inoltre, bisogna ricordare che non tutti i dispositivi sono compatibili con Kingroot. In linea di massima, il software è un po’ datato e funziona con tutte le versioni di Android dalla 2 alla 5 (Lollipop). Diversi dispositivi con Android 6 Marshmallow sono anch’essi compatibili, mentre con Android 7 Nougat la compatibilità è davvero pochissima.

Tra i sistemi che abbiamo visto essere compatibili, però, non tutti lo sono: esiste una lista completa in continuo aggiornamento, man mano che Kingroot viene aggiornato, per cui vi consigliamo di guardarla prima di procedere; se non trovate il vostro modello lasciate perdere perché oltre a non funzionare c’è il rischio di bricking del dispositivo (dove bricking significa mattonata, per cui fate voi).

Quali sono gli smartphone compatibili con Kingroot?

La lista dei terminali compatibili è nel primo post di questo forum, ed è così suddivisa:

  • C’è una lista di marche, all’inizio; scegliete quella del vostro dispositivo e cliccateci per vedere tutti i modelli compatibili con Kingroot. Sono solo quelli con compatibilità verificata, dove almeno due dispositivi sono stati sbloccati con successo. Non c’è scritta la versione a fianco di ogni dispositivo, anche se (se disponibile) si intende testato su Android 6 Marshmallow.
  • C’è una lista più ristretta dei dispositivi più famosi con Android 6, quindi i top gamma, tipo Samsung Galaxy, compatibili con Kingroot;
  • C’è una piccola pagina dedicata ad Android 7 Nougat, che contiene gli unici due dispositivi compatibili, ovvero il Nexus 5X e il Nexus 9. Gli altri smartphone(scordatevi il Galaxy S8, insomma) non ci sono perché in Android 7 Nougat accedere al rooting è stato reso più difficile a causa di parametri di sicurezza maggiori, principalmente la cifratura di parte del sistema operativo su cui Kingroot, non potendo accedere, non riesce a lavorare.

Come scaricare Kingroot

Come abbiamo detto prima, è un’applicazione nata in Cina, per cui la versione di base è in cinese. In realtà, ha anche un sito ufficiale in inglese, che però da accesso unicamente alle applicazioni in cinese.

Dal sito ufficiale, però, si può scaricare sia la versione per PC Windows che la versione per Android.

L’alternativa è quella di effettuare il download dal forum XDA, quello su cui abbiamo visto essere presente la lista di compatibilità dei dispositivi.

La pagina di download è questa, e in questo caso è presente solamente la versione per Android e non quella per Windows, perché è l’unica tradotta; entrambe sono sicure (dal punto di vista del furto di dati, ad esempio) ma la seconda è più controllata perché rivista da più sviluppatori indipendenti, per cui vi consigliamo di scaricare quella del forum XDA. Per scaricarlo si clicca su direct download.

ATTENZIONE: Nessuno sviluppatore, per adesso, si è preso la briga di tradurre Kingroot in Italiano. Su internet ci sono pagine che sembrano suggerirlo, ma queste o fanno scaricare la versione inglese di XDA, oppure fanno scaricare direttamente la versione cinese, che potrebbe anche non essere sicura… per non rischiare, lasciate perdere e prendete la versione inglese, che tanto non è difficile da usare.

Come effettuare il rooting di Android con Kingroot

La prima cosa da fare è quella di installare l’apk appena scaricato per poter effettuare il rooting del dispositivo. Se lo abbiamo scaricato da Android, basterà abbassare il Centro Notifiche e premere sulla voce che ci indica che il file è stato scaricato; viceversa, se lo abbiamo scaricato da computer dobbiamo entrare nel File Manager e cercarlo, una volta che lo abbiamo passato tramite USB sul dispositivo.

Quale che sia la strada scelta, toccandolo inizierà l’installazione dell’applicazione, che durerà alcuni minuti. E’ possibile, però, ricevere un messaggio del tipo Installazione Bloccata quando si prova ad installare il programma: per risolvere è sufficiente entrare nell’app Impostazioni, quindi Sicurezza, quindi abilitare la voce Fonti Sconosciute o simili (il nome dipende dalla versione di Android che avete).

Ripetete quindi l’avvio dell’installazione come abbiamo indicato prima, e inizierà con successo.

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Troverete quindi l’app KingRoot tra le applicazioni del vostro dispositivo; come per tutte le altre app, dovrete fornire i permessi all’apertura (L’app vorrebbe accedere a…), quindi si procede premendo il tasto Install, che si trova in basso a destra e che installa solamente i file necessari al rooting, per cui non lo sta ancora facendo effettivamente. Installata l’applicazione, premiamo Open, sempre in basso a destra.

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Si aprirà una schermata blu, con un solo tasto che si chiama Try It: premiamolo e si aprirà una faccina rossa del robot di Android, con sotto scritto Get Now. Dobbiamo premere questo tasto per iniziare effettivamente la procedura di rooting.

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Comparirà quindi una percentuale che aumenterà costantemente, segno dell’attivazione del processo di rooting. In questa fase non possiamo fare molto più che aspettare che le cose vadano a buon fine, e non bisogna preoccuparci se il dispositivo si riavvierà anche più di una volta. Magari cerchiamo di non farlo rimanere senza batteria, per cui se questa fosse troppo bassa assicuriamoci di collegare lo smartphone o il tablet alla corrente, per evitare problemi.

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Terminata l’installazione sapremo che il processo è definitivamente terminato, e il dispositivo avrà così attivi i permessi di rooting. Se qualcosa non andasse a buon fine, la percentuale di installazione diventerà rossa, e verrete avvertiti con un messaggio di errore, che potete cercare sul forum XDA per sapere da cosa dipenda il problema (anche se purtroppo non è detto riusciate a risolvere).

Per essere sicuri di avere effettivamente il rooting, a questo punto, vi consigliamo di scaricare Root Checker, che serve unicamente a capire se sul dispositivo è presente o meno il root (bisogna farla accedere ai permessi di Root quando si apre, altrimenti risponderà sempre che non c’è). Se l’app ci restituisce la frase Your Device is Rooted, significa che la procedura è andata a buon fine.

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Adesso potete quindi godervi il vostro dispositivo Android Root, con il rooting effettuato con quello che, ad oggi, è il metodo più semplice possibile. Se il vostro dispositivo, invece, non fosse comparso tra quelli compatibili potete controllare tra qualche tempo: anche se lentamente e con le difficoltà date da Android 7, lo sviluppo va avanti, per cui chissà che in futuro anche il vostro dispositivo non diventi compatibile…

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