Google Cardboard: recensione, utilizzo e potenzialità

La realtà virtuale è uno degli ambiti tecnologici a cui moltissime aziende al giorno d’oggi sono interessate. In molti pensano che si tratti della forma di intrattenimento del futuro, ed è semplice pensarlo considerando il successo ottenuto da dispositivi come Oculus Rift, che è stato messo in vendita qualche settimana fa al costo di ben 700 euro: insomma, la VR a disposizione di tutti, ma non proprio ad un prezzo accessibile.

Noi, però, per provarla abbiamo scelto una strada diversa, quella inventata da Google: si chiama Google Cardboard, ed è essenzialmente un pezzo di cartone dentro al quale si mette il telefono. È un oggetto così semplice che si può costruire anche da soli, anche se ve lo sconsigliamo (perché comunque ci vogliono delle lenti ed un magnete, che vanno acquistate).

Diciamo che il prodotto di Google è solo una forma di base, perché esistono visori migliori (come quello che abbiamo acquistato noi su Amazon) sicuramente per materiali di costruzione; sono in plastica e non in cartone, si indossano bene ed hanno un’imbracatura che permette di tenerli fissati alla nostra testa e non reggerli continuamente con le mani.

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Costano circa 20 euro, quindi una cifra del tutto sostenibile.

Google Cardboard: come funziona

Il funzionamento del Cardboard è quanto di più semplice si possa immaginare. Visto che costa pochissimo, chiaramente non ha componenti elettroniche, ma il “motore” che ci conduce nella realtà virtuale è il nostro smartphone, e vanno bene tutti gli smartphone che vanno, diciamo, dai 4 ai 5,7 pollici di diagonale: semplicemente si mettono dentro e lo schermo che si guarda è quello del cellulare.

E qui bisogna avere un telefono quantomeno buono: ci vuole un buon processore, che consenta di “reggere” il fatto che lo schermo si deve muovere in risposta ai movimenti della nostra testa, senza lag; e ci vuole una buona risuoluzione, quantomeno che i pixel non siano visibili ad occhio nudo; ricordiamo che guarderemo lo schermo del telefono a una decina di centimetri di distanza, quindi pochissimi.

Per chi ha gli occhiali da vista, da vicino, vanno tenuti, e di solito i visori non-cardboard permettono di farlo senza problemi particolari.

Il visore si controlla essenzialmente in due modi: il primo è il movimento della testa, ovvero senza usare le mani (che possiamo tranquillamente tenere in tasca): avremo sempre, fisso, davanti a noi, un puntino. Puntino che ha un po’ la funzione del mouse sul computer: muovendo la testa e guardandoci intorno possiamo posizionarlo su uno dei tasti virtuali che vediamo, e aspettando qualche secondo “faremo clic” ed entreremo nella sezione che ci interessa.

Il secondo modo, invece, è quello di usare il magnete per cliccare: fuori dal cardboard, in pratica, c’è una calamita. Noi la spostiamo di 1-2 cm, e quella torna al suo posto, ma nel farlo muove il magnetometro del telefono, che interpreterà questo movimento come un clic: serve in alcune applicazioni per selezionare, in altre (come i giochi) per sparare o compiere altre azioni.

Le applicazioni

Abbiamo visto quindi come il funzionamento del cardboard sia molto semplice, nonostante dobbiamo avere un buon telefono, per usarlo, anche se chiaramente non si utilizza con le applicazioni normali: ci vogliono app pensate per il Google Cardboard.

Google stesso, su Google Play, ne ha fatta una selezione, ma vi assicuriamo che con un po’ di buona volontà se ne trovano molte di più: è sufficiente cercare sulo store “Cardboard” o “VR” e ne avrete tantissime, a pagamento o gratuite, contraddistinte dal disegnino del Cardboard sull’icona.

Praticamente, tutto ciò che bisogna fare è scaricare l’applicazione, quindi aprirla prima di mettere il telefono nel visore (ricordiamo che mentre si usa il cardboard il visore il touch non si può usare, e ricevere una telefonata vi farà scoppiare il cervello, letteralmente, perché si perde l’effetto stereoscopico; meglio mettere la modalità Aereo, mentre lo usate).

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Lo schermo, a questo punto, si dividerà in due parti distinte, segno che l’app è pensata per il cardboard; in questo modo ogni occhio vedrà due cose diverse ed avremo l’effetto 3D; si possono anche guardare il film in 3D in questo modo (se riuscite a trovarli… Io non ci sono riuscito, mi sono dovuto accontentare del trailer di Avatar su Youtube… Ma mi hanno detto però che i siti per adulti ne offrono una buona selezione. Me lo hanno detto, ovviamente, non ho veriticato personalmente :P)

Fatto questo, potete iniziare a sbizzarrirvi con le applicazioni: iniziate da Google Cardboard, app piccolissima proposta da Google che svela le potenzialità della realtà virtuale su smartphone.

Poi utilizzate l’app di Street View e quella di YouTube: la prima permette di vedere le strade come esserci fisicamente, con il magnete che ci permette di spostarci inquadrando le frecce (si attiva premendo l’icona del Cardboard in alto a destra nella modalità Street View vera e propria) mentre la seconda permette sia di vedere i video in 3D, sia quelli in 2D che vedremo come essere al cinema.

Come giochi, provate assolutamente InMind: vi troverete nel cervello di un paziente malato e dovrete curarlo semplicemente guardando i suoi neuroni: da una sensazione di onnipotenza assoluta!

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Per il resto, vi lascio scoprire le tante app a disposizione su Google Play: ce ne sono per tutti i gusti, dai video a 360 gradi, a quelle spaziali come Vanguard V, al poter pilorare auto, alle montagne russe e via dicendo… Sono un gruppo di app non semplici da trovare, ma vi assicuro che ce ne sono molte più di quanto potreste immaginare. Io al momento ne ho scaricate una trentina, e ho intenzione (tempo permettendo) di provarle tutte e cancellare quelle che non mi piacciono.

Perché mettersi, un quarto d’ora al giorno a fare un viaggio straordinario in un mondo alternativo e lasciare per un attimo a casa, da dove riusciamo a “volare via”, tutte le preoccupazioni della giornata… Vale molto più dei 20 euro spesi per acquistare il cardboard.

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